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Dott. Giuseppe Arenga – Ernie parete addominale

ERNIE

Si definisce “ernia” la fuoriuscita di un viscere dalla cavità in cui è normalmente contenuto, attraverso un’area di debolezza della parete, o attraverso un orifizio o un canale naturale. Possono essere congenite o acquisite.

 

 

ERNIA INGUINALE

La regione inguinale rappresenta la zona più frequentemente soggetta alla formazione di ernie. Per ernia inguinale si intende la fuoriuscita di una porzione del grasso della parete addominale, parte delle vescica urinaria, parte dell’intestino tenue, del colon, e talvolta anche l’appendice attraverso il canale inguinale che nel maschio è attraversato dal funicolo spermatico e nella donna dal legamento rotondo dell’utero. Nell’uomo, l’ernia inguinale può progredire fino a farsi scrotale: si impegna nel sacco dove sono presenti i testicoli. Può comparire ad ogni età, anche se è più frequente dai quaranta anni in su. Gli sforzi fisici continuativi ed intensi e tutte le condizioni che comportano un aumento della pressione addominale positiva ne possono favorire l’insorgenza e la progressione dimensionale.
Il sintomo più frequente dell’ernia inguinale è una tumefazione della regione inguinale, che progressivamente, nel corso dei mesi e degli anni può aumentare di dimensioni e presentare una sintomatologia dolorosa spesso più evidente in posizione eretta. Il dolore può farsi sempre più acuto se l’ernia è strozzata, impegnata nel canale erniario senza poter più rientrare nell’addome.
La maggior parte delle ernie inguinali necessita di una correzione chirurgica. L’intervento per ernia inguinale la riduzione in addome del viscere erniato e l’applicazione di una protesi in materiale plastico (ernioalloplastica) che oblitera la porta erniaria. Può essere eseguito in anestesia locale in regime di ricovero di day- hospital con ricovero di un giorno. L’anestesia locale, nella maggior parte dei casi, o l’anestesia locoregionale è il tipo di anestesia maggiormente utilizzato per le ernie di piccole o medie dimensioni.
La tecnica di riparazione delle ernie con materiale protesico ha permesso di ridurre i tempi dell’intervento chirurgico, di ridurre lo stimolo doloroso dopo l’intervento, e di ridurre la percentuale di recidive erniarie a distanza dopo l’intervento. La tecnica laparoscopica per la terapia chirurgica dell’ernia ha un suo spazio definito nel trattamento di ernie bilaterali o plurirecidive quando non ci sono controindicazioni ad un intervento chirurgico in anestesia generale.

 

 

ERNIA CRURALE (o FEMORALE)

E’ più frequente nella donna e si forma nella lacuna dei vasi femorali, al di sotto del legamento inguinale. Le cause e la sintomatologia di presentazione sono simili alle ernie inguinali così come la procedura chirugica e il decorso postoperatorio.

 

 

ERNIA EPIGASTRICA (o DELLA LINEA ALBA)

Sono ernie che insorgono in corrispondenza della linea mediana nel tratto compreso tra l’apofisi xifoidea (ultima parte dello sterno) e l’ombelico, e contengono solitamente grasso preperitoneale, omento e talora anse intestinali. Clinicamente l’ernia epigastrica si presenta come una tumefazione di dimensioni relativamente piccole che può complicarsi con lo strozzamento accompagnato da addome acuto o occlusione intestinale.
Il trattamento radicale è chirurgico mediante incisione longitudinale, riduzione del contenuto erniario e sutura della fascia muscolare con eventuale posizionamento di protesi in materiale non riassorbibile, eseguibile in laparoscopia con particolare indicazione nelle ernie di grandi dimensioni.